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Certificazioni e obblighi: manuale refrigerazione industriale

La disciplina sugli F-gas è stata aggiornata con il Regolamento (UE) 2024/573, che ha sostituito il 517/2014 e accelera la riduzione degli idrofluorocarburi fino al phase-out entro il 2050. La logica è duplice: limitare la disponibilità di HFC tramite quote e ridurre le emissioni con divieti d’uso, requisiti più severi su controllo perdite e gestione del refrigerante durante esercizio e fine vita degli impianti. Per le aziende ciò significa pianificare da subito la transizione verso refrigeranti a minor GWP e sistemi più efficienti. Prendi questo articolo come un manuale di refrigerazione industriale: qui troverai le ultime novità.

Divieti e restrizioni operative

Il regolamento introduce scadenze progressive e divieti per apparecchiature e attività di manutenzione che impiegano refrigeranti ad alto GWP. Fra le novità di maggior impatto figurano limitazioni all’uso di F-gas per assistenza e manutenzione su determinate tipologie di apparecchiature e soglie più strette per l’immissione sul mercato di unità autonome con GWP elevato. Questi vincoli variano per settore e potenza, rendendo fondamentale una verifica puntuale della conformità dell’installato e dei ricambi utilizzati. Per questo e altri motivi un manuale di refrigerazione industriale risulta più che necessario: orientarsi in tutti questi cambiamenti non è semplice. 

Obbligo di certificazione di imprese e tecnici

Chi installa, ripara, manutiene o smantella apparecchiature che contengono F-gas deve essere certificato, così come l’impresa per cui opera. La certificazione ha durata definita e copre competenze su recupero del gas, controllo perdite, manipolazione in sicurezza e registrazione degli interventi. 

In Italia resta operativo il Registro telematico delle persone e imprese certificate, consultabile online per verificare la validità dei certificati. Operare senza requisiti espone a sanzioni e rende nullo il valore probatorio dei registri di impianto.

Registro, banca dati e tracciabilità

Oltre alla certificazione, è centrale la tracciabilità. Il D.P.R. 146/2018, che attua in Italia la disciplina F-gas, istituisce la Banca Dati per vendite e movimentazioni di gas e apparecchiature non ermeticamente sigillate. 

Fornitori e utilizzatori hanno obblighi di comunicazione alla Banca Dati, e gli operatori devono conservare registrazioni su quantità di refrigerante, controlli perdite, recuperi e smaltimenti. Le Camere di Commercio forniscono linee guida e aggiornamenti operativi sul perimetro degli adempimenti e sulle attività da comunicare.

Controllo perdite, recupero e fine vita

Il nuovo regolamento rafforza le frequenze di controllo perdite in funzione della carica espressa in tonnellate di CO₂ equivalente e impone procedure rigorose di recupero, riciclo o distruzione del refrigerante durante manutenzione e dismissione. Questo aspetto è cruciale per ridurre le emissioni fuggitive, migliorare le performance dell’impianto e dimostrare la conformità in caso di ispezioni. La gestione corretta del gas, documentata in modo completo, diventa parte integrante dell’audit ambientale aziendale. 

Implicazioni strategiche per le imprese

Per i siti con refrigerazione industriale, adeguarsi al manuale refrigerazione industriale non è solo un obbligo: è un’opportunità di efficienza. La pianificazione dovrebbe includere una mappatura degli impianti con codifica dei refrigeranti, la verifica della conformità dei fornitori, l’aggiornamento dei registri, l’adozione di sistemi di monitoraggio perdite e la valutazione di retrofit o sostituzioni con refrigeranti a basso GWP. 

Integrare questi passi nel sistema di gestione ambientale aiuta a prevenire fermi, contenere i costi energetici e anticipare futuri divieti, costruendo un percorso di decarbonizzazione credibile e verificabile.

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La certificazione F-GAS e gli obblighi connessi richiedono competenze tecniche, procedure documentate e un rapporto trasparente con partner qualificati

Con il 2024/573 l’asticella si alza su controlli, tracciabilità e riduzione dell’uso di HFC. Le aziende che agiscono ora, scegliendo manutentori certificati, aggiornando la documentazione e programmando la migrazione verso refrigeranti a minor impatto, trasformano un vincolo normativo in un vantaggio competitivo, riducendo rischi, consumi e impronta climatica nel medio periodo.

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